Ho messo un punto, scritto l’ultima pagina, ringraziato chi dovevo. Ho chiuso la parentesi, messo la parola “fine” a un discorso che in realtà non sarà mai veramente finito. Ho pianto, ho avuto i brividi, ho sofferto, ho sorriso. Ho maledetto me stessa quando non ne potevo più, ho benedetto la ricerca quando non mi era rimasto altro. Tutte le volte che il mio lavoro mi ha salvato la vita. Tutte le volte che avrei voluto smettere e non ho smesso.

Ancora non ho capito che cosa significa svegliarmi senza l’ossessione dello studio, dell’indagine, del chiarimento di idee, della maturazione del pensiero critico. Ancora non ho capito che vuol dire non avere uno scopo.

Domani è il mio primo giorno libero da tre anni. Il primo giorno che posso dire: faccio quello che voglio perché non ho niente da fare. Il primo giorno che non ho una scusa per rimandare. Il primo giorno.

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