Prospettive alterate

Ho letto l’ultimo post di Jeanette e sperimentato una specie di nostalgia. La settimana scorsa ho sentito parlare di nostalgia come di una sensazione ambigua, di rimpianto verso qualcosa che avrebbe potuto essere diverso. Mi sento sbagliata io adesso. E’ come se incanalassi le energie in modi del tutto sbagliati, verso direzioni che differiscono dalle rotte preferenziali. Detesto il modo in cui sento di fare bene e invece perdo punti su punti; soprattutto detesto la sensazione destabilizzante di quando sei convinto che le cose siano tornate a posto e invece c’è sempre qualcosa che sta dove non dovrebbe, che ha occupato spazi ambigui. Ho dimenticato il potere curativo della scrittura, quando mi chiarisce i pensieri pure se sono confusi. La stanchezza mi allontana paradossalmente dal sonno e mi sento sconfitta ugualmente. Non mi piaccio nello stato dell’autocommiserazione, è un polo attrattivo che sto imparando a scansare. Sto imparando, ecco. Ma non ho imparato. Basta una folata di vento, e le carte cadono a terra. Mi domando quale sia il senso di scalciare contro l’aria, o a cosa può portare scaricare il proprio stress su chi si ama. Gli occhi con cui mi guardo da fuori e con cui guardo ciò che mi sta intorno, ciò che mi caratterizza, percorrono scenari desolati, che non pensavo potessero essere tali. E’ sempre destabilizzante il cambio di prospettiva, restituisce visioni alterate. Qual è la verità quando le versioni sono diverse, e chi la dice, chi la possiede?

Sono rimasta in piedi a fumare una sigaretta sotto casa, la notte è così silenziosa, certe volte, che il ronzio nelle orecchie è insopportabile e i tentativi di essere diversi evidentemente non fanno che rimarcare l’omologazione ad una certa categoria di individui, quelli troppo apatici per divertirsi o troppo stanchi per essere di compagnia. Non pensavo di essere così e forse non mi ci sento neanche. Ma quanto sono diverse le percezioni da un occhio all’altro…e chi direbbe che sono così? Conosco decine di persone che affermerebbero l’esatto contrario. Sono semplicemente una persona che basta a se stessa, e sta bene davvero con poco. Quel poco, però, è paradossalmente indispensabile.

Mercoledì è un giorno importante e ho bisogno di caricare tutta la mia autostima ai massimi livelli. Non posso starmene qui, stasera, a pensare che sono una persona sbagliata e vive in modo sbagliato. E sono sicura che questa è solo l’insicurezza di questo momento e la debolezza che mi ha lasciato addosso una brutta discussione, di cui non ho voluto seguire la fine.

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