‘Guardavo le sue mani

che stuzzicavano insolenti una rosa finta
ed era così dolce il modo in cui
nascondeva l’imbarazzo
mentre parlava sorrideva ironicamente
delle proprie sventure

teneva gli occhi bassi
Guardavo le sue mani

che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia

riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle di aggredire il suo
dolore
misto all’incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi storditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale…speciale
Guardavo le sue mani

che enfatizzavano opinioni con eleganza
tra le improvvise somiglianze
simbiotiche intuizioni
l’amichevole trasporto…’

 

                        C. Consoli ‘Quattordici luglio’

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One comment

  1. Luna · novembre 12, 2008

    "pur essendo simile a tante e tante altre persoe era speciale…
    speciale"
    questa frase mi sorprende ogni volta..
     
    Anna, come stai?
    io quel motivo, quella ragione ancora non li trovo.
    forse arriveranno quando smetterò di cercarli e a quel punto saranno superflui..
    strana la vita..
    \’notte!
    Nera
     

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