…stasera con la finale in tv

Chissà perché, poi, certe cose non le riesco proprio a gestire con continuità…
 
Sono le nove e trenta.
In Tv c’è la finale di Champions League, o qualcosa di simile.
Comunque gioca il Milan, e già solo per i collegamenti "berlusconiani" e le evocazioni destriste
vale la pena tenere lo schermo LCD nuovo di zecca spento, almeno per stasera.
 
La finestra è spalancanta.
L’unidità sale dal tepore dell’asfalto,
giù nel viale, fin sopra al davanzale.
Entra.
 
Ho la gola in fiamme.
Solo io potevo prendemi l’influenza il 23 di maggio,
con questo caldo soffocante.
Solo io posso girare in Lacoste per Napoli, sotto il sole cocente di Corso Umberto
o alla fermata del Terminus ad aspettare il famigerato settantacinque
e pretendere che poi l’aria condizionata "a palla" non mi devasti le vie nasali e uditive.
Forse ho anche il torcicollo.
Ma è meglio accantonare certi presagi inquietanti.
 
Aspettiamo la pizza "di Marcello" e intanto studacchio Analisi Testuale Italiana,
sottolinenando con tutti i pennarelli che ho per tenere desta l’attenzione
mentre penso che questo blog giace inanimato e immotivato da troppo tempo
e che ogni volta, sebbene mi prometta di mantenerlo in esercizio, poi non lo faccio mai.
 
Sarà che la febbre da pc ultimamente mi è passata.
Sarà che quando ho qualcosa da dire ho imparato ad usare la forma disinvolta del dialogo.
Sarà che da quando certe maldicevoli e compromettenti entità astratte della mia mente hanno smesso di aleggiare
come le Incarnazioni,
mi sento tranquilla.
Pacata.
 
C’è un retroscena inquietante, però, in tutto questo.
Non avrò mica perso l’indola artistica?
Come  mi diceva qualcuno, le cose più straordinarie sono state scritte soffrendo.
Eppure mi perdonerete se mi tengo stretta questa bella carica emotiva positiva
e respinga quei campi magnetici a trappola di cristallo che davvero non mi stuzzicano più.
 
Permane quella vena malinconica che solo chi mi conosce meglio sa percepire.
Quella vena che, quando scoppia, "sono cavoli miei".
 
E poi ci sei tu, la mia finestra sul mondo.
Mi accogli dove capita, ma c’è sempre un posto per me.
Ci sono per te,ci sei per me, senza riserve.
 
 
Mi sento progressista e rivoluzionaria nella mia nuova ascesa alla battaglia sociale.
Rinnego le ingiustizie del nostro sistema,
quello universitario.
E certe amiche sanno di che parlo.
 
Facciamo omofonie?
 
Meglio di no…non si sa mai chi possa capitare da queste parti.
 
Continuo a ripetermi che devo trovare il tempo di scrivere.
Me lo dico in continuazione.
Eppure l’università mi sfinisce.
Quando torno cerco il tempo per studiare,
i miei trecento impegni giornalieri.
La frenesia del week-end.
Questo maggio che non finisce mai.
Gli esami arretrati anche se sono già avanti di chi si è laureato adesso.
 
Lo studio non mi preoccupa.
Sono sempre stata brava ad organizzare il lavoro.
Non per niente, ma mi pagano per organizzarlo agli altri.
Per ottimizzare i tempi.
 
Tra un paio di settimane i corsi sarano finiti
e forse allora ci sarà tempo per rimanere lunghe nottate davanti allo schermo,
come una volta.
 
Amo quel secondo che sta tra la pagina vuota e le prime venti parola che vengono fuori
con quel periodare singhiozzante in cui mi ritrovo tanto.
Quelle interpuzioni arbitrarie che solo i finti tradizionalisti bollano come "contro la regola".
 
Ma chi l’ha detto che l’arte è conforme?
L’arte è dissente.
Amorfa.
Sfugge.
Non la puoi etichettare.
Non la puoi recintare.
 
E non è semplice.
L’arte non fa il nostro gioco.
Non t’imbocca le parole.
Non ti addolcisce i concetti.
E’ affascinante anche perché è oscura.
Difficile.
Contorta nella sua complessità.
 
Chi dice che la narrativa è descrittiva forse non ha proprio ragione.
La narrativa è introspettiva e psicologica.
Indaga senza dirlo.
Scopre senza permesso.
 
…è arrivata la pizza.
Forse le tipologie testuali e la coerenza narrativa mi hanno picchiato il cervello.
O forse ho ancora la febbre…
 
 
 
 
 
 
 
 
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2 comments

  1. ♥ Musa Di Nessuno ♥ · maggio 24, 2007

    Facile perdersi nel labirinto della rete ed arrivare al tuo spaces. cercavo degli editori disposti a leggere il mio manoscritto. certo a 15 anni c\’è un sacco di gente che vuole prenderti per i fondelli, altro che promessa della letteratura, altro che bello stile, altro che si lo pubblichiamo. sono venuta alla tua presentazione, mi hai anche autografato il libro, il tuo editore era disposto a pubblicare il mio scritto e avevo 14 anni. mio padre disse che era presto, che forse era solo un modo per spillarci quattrini che forse nn ero così brava come tutti dicevano. oggi mettendo ordine tra gli scaffali mi è caduto in testa il mio scritto e aprendolo mi sono detta "no io non mi arrendo". apro google cerco "editori" un clic qui un clic lì eccomi qua.
    volevo lasciarti solo i miei saluti o forse questo è stato un modo come un altro per sfogare la frenesia.

  2. °ναℓєяια° · giugno 4, 2007

    Ehi Annina…sono Valeria…dell\’uni…ti avevo detto che avevo visto il blog e che avrei commentato…ma non voglio fare un commento normale…sono distrutta!!! menomale che il 6 finiscono i corsi…e facciamo anche la festa!!! \’sta cosa mi sa tanto di prima elementare…ma non fa niente! E\’ bello festeggiare! Xkè non porti una copia della tua torta di laurea…WOW!!! Chissà com\’era buona. Ci vediamo mercoledì perchè domani non vengo.Bacini baciotti.

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